“AdottArti – arte terapia in sostegno al percorso adottivo”

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Il Gruppo di coordinamento clinico sull’adozione dell’Associazione Art Therapy Italiana, prima in Italia a introdurre l’arte e la danza movimento terapia, propone il 14 maggio 2017 l’evento:
“AdottArti – arte terapia in sostegno al percorso adottivo”
Il Convegno, che avrà luogo presso Il Centro delle Arti Terapie nei chiostri dell’Umanitaria a Milano, è rivolto a operatori e famiglie in pre o post adozione.
Lo scopo dell’evento è di promuovere l’arte terapia e le potenzialità processo creativo, come sostegno prezioso nel percorso adottivo.
La giornata è gratuita e divisa in due momenti:
Al mattino convegno con interventi sul tema; al pomeriggio laboratori esperienziali d’arte terapia rivolti a operatori, famiglie e bambini.
È obbligatoria l’iscrizione

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DISEGNO DI LEGGE PER L’ISTITUZIONE DELLA FIGURA DEL MEDIATORE FAMILIARE IN DISCUSSIONE AL SENATO

 

Il 6 Marzo è stato assegnato alla 2ª Commissione permanente (Giustizia)  del Senato, l’esame del DDL 2686 per listituzione della figura del mediatore familiare e le disposizioni in materia di mediazione familiare.

 

La Legge proposta  è sostenuta da A.I.Me.F. ed è un intervento legislativo di grande importanza ed utilità, in quanto regolamenta la mediazione familiare, istituto nato e sviluppatasi negli Stati Uniti negli anni settanta ed introdotto anche in Europa a partire dagli anni ottanta,che affonda le sue radici nell’esigenza di arginare e trasformare i preoccupanti livelli di conflittualità riscontrati nei giudizi di separazione personale dei coniugi e di divorzio, allo scopo di offrire alla coppia in crisi uno strumento alternativo di gestione e risoluzione dei conflitti familiari, che valorizzi e dia risposta al bisogno dei minori di essere protetti e tutelati,  nonché sia di sostegno per i genitori e gli adulti nel far fronte alla funzione educativa con consapevolezza e responsabilità.

 

Nel contesto sociale attuale, la separazione e il divorzio costituiscono oggi, sempre più, una scelta caratterizzata da un clima di conflittualità più o meno elevata che ricade non solo sui figli, rendendoli vittime impotenti, quanto sulla qualità della loro crescita e sulla loro relazione, anche futura, con i genitori.

 

Alcuni punti salienti del Disegno di legge sono:

  • Il riconoscimento della rilevanza pubblica e la funzione sociale della mediazione familiare, condotta da un mediatore familiare professionista e intesa come percorso volontario
  • la definizione di mediazione familiare come “percorso volontario che sostiene e facilita la riorganizzazione delle relazioni familiari nei casi di cessazione di un rapporto di coppia a qualsiasi titolo costituito e in altri casi di conflitti familiari e parentali.”
  • La garanzia del segreto professionale e di un contesto strutturato autonomo dall’ambito giudiziario, affinché i genitori elaborino personalmente un progetto di separazione finalizzato a riorganizzare le relazioni familiari
  • Compito del mediatore è favorire il raggiungimento di un’intesa tra le parti in disaccordo, allo scopo di promuovere e garantire la reale condivisione della responsabilità genitoriale e di regolamentare gli interessi, anche di natura economico-patrimoniale, nel rispetto dei diritti indisponibili dei minori. L’accordo è rimesso completamente alla responsabile volontà delle parti, poste su un piano di parità dinanzi alla figura del mediatore
  • A tutela degli utenti vengono stabiliti i requisiti per l’esercizio dell’attività
    di mediatore familiare e relativo albo (art. 3)
  • Vengono indicati gli obblighi a cui deve sottostare il Mediatore Familiare come l’obbligo di sottoscrizione di apposita informativa alle parti, il segreto professionale, l’impossibilità per le parti di acquisire alcun atto o documento in eventuale giudizio, l’astensione dalla mediazione in caso di conflitto di interesse. Le parti sono tenute (condizione di procedibilità) preliminarmente a rivolgersi gratuitamente a un mediatore familiare per un incontro informativo, al fine di acquisire le informazioni sull’opportunità e sulle potenzialità di un eventuale percorso di mediazione familiare.
  • Nei casi in cui una o entrambe le parti decidano di non iniziare ovvero di non portare a termine il percorso mediazione familiare, il mediatore familiare rilascia alle parti, in duplice originale, un documento che contiene l’attestazione dell’avvenuto incontro informativo sulla mediazione familiare.

Per una lettura completa del Disegno di Legge si rimanda a

 

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLPRES/1007376/index.html?stampa=si&spart=si&toc=no&parse=si

Dott.ssa Simonetta Guaglione

Mediatrice Familiare A.I.Me.F N. 1286

Psicologa Ord. Rm.Rom. n. 8367

 

Gli effetti del conflitto

aliante - psicologia e mediazione per il benessere dell'individuo e della famiglia

Piccoli o grandi conflitti si verificano quotidianamente nella nostra vita e ,di solito, ognuno di noi è in grado di affrontarli e gestirli in autonomia.
A volte, però, ci sono situazioni che procurano un maggiore senso di impotenza e difficoltà.
In questi casi, trovare una modalità efficace per comunicare con l’altro non è semplice. Si crea, così, una situazione di stallo, di blocco che non permette alle persone di attingere alle capacità di cui naturalmente dispongono per poter risolvere il conflitto che stanno vivendo.
La mediazione è uno strumento che serve a “fare ordine” in una situazione di grande confusione e a trovare insieme una soluzione che soddisfi gli interessi di tutte le persone coinvolte.

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I bambini che assistono al conflitto

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La conflittualità senza regole e confini crea situazioni che diventano ingestibili.

Questo senso di “ingestibilità“e, porta con sé un pesante senso di insicurezza  che  viene provato sia dagli adulti, che nell’ambito familiare non sono riusciti ad imparare a litigare a discutere, trovando una via per una soluzione delle diverse posizioni, ma, soprattutto dai figli, bambini o adolescenti, che di SICUREZZA si nutrono o, meglio si dovrebbero nutrire per avere buone fondamenta  su cui basare il loro futuro.

Sia l’aggressività reciproca agita, che il conflitto “congelatoe trattenuto, sono situazioni che provocano traumi gravi o micro traumi ripetuti in chi,legato da affetti profondi con i confliggenti, si trova coinvolto suo malgrado.

I genitori che sono in grado di Offrire ai figli l’ esempio di una GESTIONE COSTRUTTIVA del conflitto (oppure che decidono di rivolgersi ad esperti del settore per farsi aiutare….), li proteggono dalla grave sintomatologia che potrebbero sviluppare in conseguenza di questi pesanti vissuti e li dotano di capacità e sensibilità utili per la loro vita di ragazzi e di adulti.

Dott.ssa Simonetta Guaglione
Mediatrice Familiare e Psicologa

P.S. qui sotto il link ad un interessante articolo pubblicato dall’Ordine degli Psicologi del Lazio su come il conflitto silenzioso nella coppia ferisce i bambini

articolo sito ordine psicologi Lazio

 

 

QUANDO E’ UTILE LA MEDIAZIONE FAMILIARE?

Un breve video che presenta le situazioni in cui è utile scegliere di fare il breve ciclo di incontri di Mediazione Familiare

ecco il link per vedere il video:

https://explee.com/video/mmvp3-1

LA SEPARAZIONE E IL BISOGNO DI CONTINUITA’ DEI FIGLI

 

Lo spot “Every Other Week” – diretto da Jesper Holst e Michal Sitkiewicz – dell’agenzia di Stoccolma Åkestam Holst, per IKEA,  raccontando di una famiglia normale che vive le difficoltà della quotidianità: come appunto la fine di un matrimonio e la separazione, mette l’accento sull’ aspetto fondamentale di un “buona” separazione tra genitori, quella della continuità ….

(link al video)

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La continuità degli affetti innanzitutto: mamma e papà mi vogliono sempre bene, si parlano per me, io non ho alcuna responsabilità riguardo la loro scelta di separarsi, l’amore nei miei confronti non cambia ….

La continuità intesa come possibilità di mantenere le abitudini: le routine che non vengono stravolte in occasione della separazione, ma, sempre in accordo tra i genitori, vengono adeguate alla nuova organizzazione di vita e, magari dopo una verifica congiunta del vissuto, da parte dei figli,  delle novità introdotte, si cercano soluzioni migliori in quanto sono entrambi i genitori ad essere i migliori conoscitori dei propri figli.

La continuità data da un passaggio “facile” tra una casa e l’altra: i trasferimenti sono sempre faticosi, molti genitori raccontano di momenti di nervosismo quando un bambino deve trasferirsi dalla casa di un genitore a quella dell’altro. Questo fatto , spesso, viene frainteso e la responsabilità della cosa viene attribuita a qualche aspetto della relazione con un genitore o l’altro. In realtà, nella quasi totalità dei casi, il figlio si trova ad affrontare lo stress di un trasloco e questo provoca irritabilità, affaticamento, tristezza, ecc…. I genitori possono concertare tra loro soluzioni che facilitino questa transizione.

La continuità nei rapporti di parentela: proprio nella fase di separazione, i nonni, ad esempio, rappresentano un punto di riferimento indispensabile per il benessere dei nipoti. Soprattutto in funzione del ruolo protettivo e riparativo che essi possono assumere. Quindi è molto importante che i nonni stessi non alimentino eventuali conflitti, ma che siano una presenza rassicurante e che favorisca la continuità degli affetti.

La continuità nella rete sociale: tutti i legami sociali ( amici, scuola, gruppi e associazioni, vicini di casa, ….) sono elementi protettivi per i figli in quanto permettono loro di mantenere o acquisire sicurezza grazie alle relazioni di sostegno.

Non si tratta di rendere la separazione “meno dolorosa”,  come commentano alcuni articoli, ma si tratta di co-costruire (tra i due ex coniugi , sempiterni genitori) un ponte, un passaggio in cui i figli non avvertano lo strappo d’affetto nei loro confronti e possano vivere liberamente un amore che riesce ad esistere al di là dei problemi di coppia, proprio perché non ha più nulla a che fare con la coppia amorosa, ma ha molto a che fare con la coppia formata due genitori che continuano ad amare i propri figli.

 

Dott.ssa Simonetta Guaglione

Mediatrice Familiare AIMEF e Psicologa (ord. Emilia Romagna)

Perchè uno sportello di prima consulenza gratuita?

Perché chiedere una consulenza di Mediazione Familiare allo sportello dell’Apebianca ?

A volte ci sono opportunità che non cogliamo , solamente perché non ne conosciamo l’utilità. Specialmente in situazioni in cui la confusione, l’incertezza, i timori e gli stati emotivi ci confondono e non ci permettono di raccogliere le idee.

E’ proprio con questo intento che presso l’Apebianca è disponibile un servizio di consulenza gratuito che offre un primo orientamento su questioni problematiche che dobbiamo affrontare in alcuni momenti della vita. In questo spazio, professionisti di vari settori offrono parte del loro impegno professionale per ascoltare e trovare insieme le possibili indicazioni per i singoli casi.

Lo sportello, quindi, può essere un’occasione di contatto con nuove possibilità di soluzione, che non sono ancora molto conosciute.

La Mediazione Familiare, ad esempio, può essere d’aiuto se state vivendo un conflitto in famiglia, se state decidendo di separarvi, se volete comunicare questa decisione ai figli, se dovete decidere i termini della separazione, se vi siete già separati ma è difficile parlarsi per mettere in pratica gli accordi presi, se è una vostra priorità mantenere una genitorialità condivisa e responsabile, se gli stati emotivi prendono il sopravvento ed è difficile comunicare con l’altro. Trovarsi ad affrontare queste e tante altre situazioni che implicano la considerazione di fattori emotivi e relazionali, con implicazioni legali, economiche e fiscali non è facile. Per questo un colloquio con il mediatore familiare può aiutare a fare chiarezza e a pianificare azioni che aprano la strada verso la progettazione consapevole del futuro.

Vi aspetto!

Dott.ssa Simonetta Guaglione

Mediatrice Familiare (socia AIMEF n. 1296)

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