Così ha deciso la Corte di Cassazione con la sentenza n. 17191 del l’11 agosto 2011

Realtà troppo diverse sono nocive per il bambino
Il caso analizzato dalla prima sezione civile riguarda una moglie continuamente vessata dalla famiglia del marito con atteggiamenti di «disprezzo» e di guerra aperta che aveva ottenuto la separazione dal coniuge il quale, tra l’altro secondo i consulenti di ufficio era affetto ancora «da dipendenza non ancora risolta con la madre».

In primo grado il tribunale di Cremona aveva stabilito l’affido condiviso della figlia piccola a entrambi i genitori. Le disposizioni di separazione erano state poi cambiate dalla Corte d’appello di Brescia che aveva affidato in via esclusiva la figlia alla madre proprio alla luce dei rapporti sempre più conflittuali non solo col marito ma anche con la famiglia di lui.

La sentenza è stata confermata dalla Cassazione. Correttamente il giudice di Brescia – scrive la Cassazione – non aveva concesso l’affido condiviso per non pregiudicare lo sviluppo psicologico della bambina se fosse stata costretta ad un «adattamento a due realtà tra loro diverse e nemiche» come era quello di questi genitori.

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