Interessante intervista sul futuro di Consulenza Tecnica e Mediazione Familiare

Manichino_in_tribunale--620x385

L’articolo di Nicola Boccola, a mio parere, è particolarmente interessante perchè evidenzia le profonde differenze tra gli ambiti della perizia di ufficio, di parte e della mediazione familiare. Ambiti con connotazioni diverse ma che dovrebbero lavorare in sinergia.

“In una consulenza tecnica in seguito a separazione, ad un livello manifesto il CTU deve rispondere a dei quesiti indicati dal giudice e suggerire proposte relativamente alle modalità di affidamento e di frequentazione di un determinato minore sic stantibus rebus, rispecchiando cioè la situazione attuale in una sorta di fotografia. A questa domanda se ne accompagna una implicita, in ragione di quella conflittualità spesso così elevata e distruttiva da attivare il meccanismo del transfert sulla Giustizia, in un contesto in cui ognuno si sente chiamato a dimostrare il meglio di sé e in cui si creano due fazioni per le quali il CTU viene vissuto di volta in volta come salvatore, inquisitore, giustiziere.”

“Quali sono le soluzioni perché la Mediazione non trovi posto quasi da clandestina in tribunale? –
Non può esservi contemporaneità tra lo svolgimento di una Consulenza Tecnica d’Ufficio e una Mediazione Familiare. Obiettivi, significato, modalità operative dei due interventi sono antitetici e nascono su presupposti diversi. La Consulenza Tecnica d’Ufficio viene attivata su richiesta del Tribunale, mentre la Mediazione Familiare su richiesta volontaria dei genitori. La volontarietà è, infatti, una caratteristica irrinunciabile per l’avvio del percorso mediativo. Un terzo neutrale e con formazione specifica (il mediatore familiare), sollecitato dalle parti, nella garanzia del segreto professionale e in autonomia dall’ambito giudiziario, si adopera affinché i genitori elaborino in prima persona un programma di separazione soddisfacente per sé e per i figli, in cui possano esercitare la comune responsabilità genitoriale. Al limite, qualora al termine di una CTU il Consulente valutasse che i genitori possano avvalersi di un percorso di Mediazione Familiare, fornisce informazioni chiare ed esaustive a riguardo. Va detto inoltre che non tutte le situazioni conflittuali sono mediabili: a volte accedere ad essa può essere un traguardo. Tra le situazioni che precludono la Mediazione Familiare abbiamo ad esempio la presenza di un’altissima conflittualità con dinamiche di escalation; episodi di grave violenza o maltrattamento dichiarati o dimostrati; denunce penali in atto perseguibili d’ufficio; episodi di abuso nei confronti dei figli dichiarati o dimostrati. Si tratta di due istituti diversi e a volte si fa confusione con l’uso delle terminologie: ad esempio in alcuni quesiti dei Giudici nell’ambito delle Consulenze troviamo:  “effettui il CTU un lavoro di mediazione tra i coniugi….”. Proprio per evitare fraintendimenti forse si potrebbe chiedere “in coda” ai quesiti che il CTU  “verifichi/constati se ci sono tra le parti spazi di negoziabilità  rispetto ad un allentamento  del conflitto…” Ciò proprio per evitare sovrapposizioni tra due interventi che nascono con mission diverse e appunto con differenti presupposti.”

Per una lettura completa dell’articolo si rimanda a :

http://istitutohfc.com/2013/11/27/ctu-trasformativa-mediazione-familiare/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: