IL PAPA E LA SCULACCIATA

base_sculacciata_lol_by_tatyforever-d58nrkl

Io credo che il “non viziare” non debba passare attraverso un gesto che può, anzi deve essere sostituito da un gesto educativo. Certo è che per il genitore, essere educativo utilizzando l’ autoconsapevolezza delle proprie emozioni, dei valori, e dei propri atti quotidiani non è semplice e a volte si può sbagliare. Se riconosciamo che anche le parole lasciano il segno, come non riconoscere la stessa cosa rispetto ad un gesto offensivo. E’ vero che non si devono lasciare i figli soli di fronte alle loro responsabilità, ma è proprio questo che va fatto: essere con loro e guidarli , non sculacciarli. Guidare è la responsabilità del genitore e chi picchia sfugge a tale responsabilità. e poi il papa dice che va bene la sculacciata ma senza l’umiliazione…..questa poi me la deve spiegare ……..

La mia posizione è chiara: il genitore educa con l’esempio e quindi è importante essere coerenti rispetto ai propri principi. Se io sono contro la violenza (in qualsiasi forma e livello) non posso accettare di praticarla in nessun modo. Questo non significa essere poco educativi, al contrario io dimostro di essere un genitore responsabile rispetto al mio compito educativo e richiamerò mio figlio/a alla sua responsabilità per quello che ha “combinato” ribadendo le regole (forse non erano chiare, forse non abbastanza condivise in base all’età, forse ci sono conflitti in famiglia che impediscono la comunicazione lineare, forse qualcuno funge da capro espiatorio per qualche problema familiare).
Mi rendo conto che il processo:  comportamento sbagliato del figlio > reazione con la sculacciata, sia lineare, ma il compito educativo richiede attenzione, energia, creatività e capacità di critica e autocritica, insomma consapevolezza.
La risposta che ho sentito invece da parte dell’esperto di turno, è stato di svilimento di questa posizione e di “sdoganamento” della sculacciata con toni di bonarietà e ilarità, che mi hanno lasciata a dir poco perplessa.

qui sotto metto un interessante articolo di Daniele Novara con riferimenti scientifici all’argomento.

Dott. Simonetta Guaglione
guaglione@email.it

“il papa e la sculacciata” di Daniele Novara
Prima o poi doveva succedere. Peccato che sia successo proprio su un tema educativo. Anche il Papa può prendere un abbaglio e per fortuna non si tratta di una questione attinente la sua infallibilità.
Inutile dire l’imbarazzo, anche per la grande stima che ho per Papa Francesco, provato come pedagogista e direttore scientifico della Scuola Genitori quando ho letto del suo elogio alla sculacciata paterna.
Le punizioni fisiche ai figli non solo appartengono all’epoca arcaica del padre-padrone ma sono state oggetto di tantissime ricerche scientifiche che negli ultimi decenni hanno mostrato senza ombra di dubbio la loro pericolosità e dannosità.
Fin dal dopoguerra tanti psicologi e ricercatori hanno rilevato il nesso fra adulti violenti e bambini picchiati dai genitori ritrovando che le conseguenze sono quasi automatiche: dietro a un ragazzo o a un adulto violento c’è un bambino picchiato, punito e umiliato dai genitori.
Da ultimo l’importante ricerca dell’Università di Pittsburghe del Michigan ha dimostrato che anche la sistematica aggressività verbale dei genitori verso i figli (“verbal harsh aggression”) provoca danni e genera problemi di depressione e comportamento nei figli quando arrivano alla preadolescenza (12 e 13 anni).
Sono informazioni che si trovano anche nel mio ultimo libro Urlare non serve a nulla, Rizzoli BUR, arrivato proprio oggi alla 5° edizione in 3 mesi.
Va poi detto che anche le normative si stanno adeguando alle scoperte scientifiche. Nel 1979 la Svezia è stato il primo Paese al mondo a proibire le punizioni corporali sui bambini anche in ambito familiare. A oggi sono 23 i Paesi che proibiscono le punizioni corporali sui bambini in tutti icontesti, e tra questi vi sono Grecia, Spagna, Portogallo e Romania. In Italia sono proibite in ambito scolastico e anche dall’ordinamento penitenziario.
Se un’educazione familiare è ben organizzata, con regole chiare per i bambini e adeguatamente negoziate con gli adolescenti, se la condivisione di queste regole nella coppia dei genitori permette di fare il necessario gioco di squadra, allora le punizioni non servono.
Penso che tutti dobbiamo avere più attenzione verso le conoscenze che progressivamente emergono nel campo dell’educazione dei figli. Vale anche per il Papa? Certo!
Sono convinto che la pensi esattamente così e che si sia trattato semplicemente di un incidente comunicativo.

Daniele Novara,pedagogista

daniele.novara@cppp.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: